Merge Ethereum, cresce l’attesa: cosa succederà

Il merge di Ethereum è sempre più vicino. Il passaggio da Proof of Work a Proof of Stake per la blockchain madre della seconda criptovalute per capitalizzazione di mercato, è atteso per domani, 15 settembre.

Cosa accadrà con il merge di Ethereum

Il tanto atteso Merge porterà ad Ethereum 2.0, cioè alla fusione tra la mainnet principale di Ethereum con la Beacon Chain, la catena dove si sono svolti i test per implementare il meccanismo di consenso Proof of Stake.

PoS andrà a sostituire il PoW. Di conseguenza, lo staking diventerà centrale nella produzione e nella convalida delle transazioni di Ethereum. Cesserà di esistere il mining così come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi.

Questo renderà, o almeno, dovrebbe rendere, la blockchain di Ethereum più scalabile.

Si risolverebbe in questo modo il problema della congestione della rete che ha portato molti progetti su blockchain alternative.

Inoltre, il consumo di energia di Ethereum dovrebbe ridursi del 98 o del 99%.

In questo modo Ethereum avrebbe risolto anche la sfida legata all’ecosostenibilità e alla riduzione del suo impatto energetico e sui cambiamenti climatici.

Il rischio fork

C’è il timore che il tanto atteso merge, più che ad una fusione, porti ad un fork, cioè ad una divisione della catena.

Ciò non è impossibile: basterebbe che i miner di Ethereum decidano di continuare ad usare il meccanismo PoW. Tuttavia esiste già Ethereum Classic (ETC) che continua ad operare con il PoW, per cui una simile decisione non avrebbe molto senso.

Se ciò comunque accadesse, si avrebbe una nuova criptovaluta. In teoria, chi detiene Ethereum prima dell’hard fork, si troverebbe ad avere una doppia versione.

Se tutto andasse come previsto, senza fork, i detentori di Ethereum non dovranno fare nulla per adeguare i propri token alla nuova versione della blockchain.

Il prezzo di Ethereum

In attesa del fatidico giorno, il prezzo di Ethereum sta scontando momenti di difficoltà. Oggi ETH segna una perdita di quasi il -7%, e viaggia sui 1.600 euro circa al momento della scrittura di questo articolo.

In realtà è il mercato intero ad essere in difficoltà tanto che Bitcoin perde il 9% circa. Come sempre accade, BTC si trascina dietro il resto del settore crypto.

Ad influire su questo ribasso sono probabilmente i dati legati all’inflazione negli Stati Uniti. Era atteso un calo dell’inflazione dello 0,1% per il mese di agosto, ma i dati rilasciati parlano al contrario di un lieve aumento del +0,1%.

Anche il dato annuale indica un aumento: +8,3% rispetto al +8%. E non confortano neppure le parole del presidente USA Joe Biden che ha dichiarato che ci vorrà più tempo per far calare l’inflazione.

Numeri e dichiarazioni che hanno creato panico sui mercati azionari, con un riflesso importante anche sulle criptovalute.

“Il merge avrà un enorme impatto”

Secondo uno dei fondatori di Ethereum, Joseph Lubin, il merge avrà un impatto enorme:

A Bloomberg News ha dichiarato:

“Pensiamo che l’impatto sarà enorme, ma anche molto probabilmente nullo, nel senso che gli utenti finali non subiranno alcuna interruzione. In termini di impatto, sarà come se il vostro iPhone o il vostro laptop avessero aggiornato automaticamente il loro sistema operativo nel giro di una notte”.

Joseph Lubin

Co-founder di Ethereum

Non resta che attendere ancora poche ore.

Poi si scoprirà l’impatto che il merge di Ethereum avrà sulla blockchain e sul prezzo di ETH.

Autore
Content Manager

Giornalista ed appassionata di criptovalute, sono nel settore dal 2018. Credo nelle potenzialità della tecnologia blockchain e delle crypto ma mi tengo a distanza dalle meme coin. Mi definisco un essere estremamente razionale.

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