La SEC potrebbe vietare lo staking crypto

In breve

  • Brian Armstrong ha attaccato la SEC circa le sue posizioni sullo staking
  • Per il CEO di Coinbase sarebbe terribile eliminare lo staking
  • Il CEO di Cardano spiega che è necessario progettare meglio il protocollo

Coinbase contro SEC sullo staking

Il conflitto tra la Securities and Exchange Commission (SEC) e Coinbase non è affatto nuovo per chi gravita nel mondo delle criptovalute, ma ora, dopo alcuni mesi di relativa pausa, è ritornato in auge.

A riaccendere la miccia è stato Brian Armstrong, CEO di Coinbase, che attraverso una serie di tweet ha rialimentato la polemica attorno alle drastiche misure che la SEC vorrebbe prendere in merito allo staking.

La SEC è sempre stata molto combattiva nei confronti dello staking di criptovalute, in quanto questo meccanismo rappresenterebbe una vendita di securities.

Nell’agosto dello scorso anno l’autorità di regolamentazione aveva aumentato la pressione nei confronti di Coinbase richiedendo documenti e informazioni anche in merito al suo programma di staking.

Questo potrebbe aver alimentato l’astio di Coinbase nei confronti della SEC che non accenna a diminuire.

Armstrong: “Terribile eliminare lo staking”

Il CEO di Coinbase nei suoi tweet ha affermato di

aver sentito dei rumors secondo cui la SEC vorrebbe eliminare lo staking di criptovalute negli Stati Uniti per i clienti al dettaglio”.

Una decisione del genere stando alle parole di Armstrong sarebbe deleteria, “un percorso terribile per gli Stati Uniti se ciò fosse permesso”.

Brian Armstrong è poi entrato nel dettaglio spiegando che “lo staking è un’innovazione davvero importante nelle criptovalute”, questo perché permette agli utenti di prendere parte direttamente alla blockchain.

Inoltre lo staking

apporta molti miglioramenti positivi allo spazio, tra cui scalabilità, maggiore sicurezza e riduzione delle tracce di carbonio”.

Infine il CEO di Coinbase ha affermato senza mezzi termini che “lo staking non è una security” e su questo aspetto è stato appoggiato anche da Alison Mangiero, direttrice della Proof-of-Stake Alliance.

La Mangiero in un’intervista rilasciata a CoinDesk nel settembre scorso aveva detto di opporsi in maniera netta alle affermazioni che ritengono lo staking una security.

Lo staking tende ad essere frainteso con attività non correlate come il prestito, ma lo staking è fondamentalmente un modo per chiunque di partecipare a fornire sicurezza per le reti”.

Per Hoskinson occorre trovare una soluzione

All’interno del dibattito generato da Brian Armstrong su Twitter ha preso parte anche il CEO di Cardano, Charles Hoskinson, chiamato in causa da DiarioBitcoin che gli chiedeva cosa ne pensasse.

Hoskinson ha affermato che “lo staking di Ethereum è problematico” in quanto

cedere temporaneamente i tuoi bene a qualcun altro per fargli ottenere un ritorno assomiglia molto ai prodotti regolamentati”.

Inoltre Hoskinson dice di aver pensato molto su quanto possa servire per un protocollo sostenibile, ma ha anche specificato che

l’incoraggiamento alla centralizzazione e la scarsa progettazione del protocollo danneggiano l’intero settore”.

Insomma, sembra proprio che anche Hoskinson sia piuttosto critico rispetto allo staking su ETH, ma sarebbe anche intenzionato a cercare una soluzione in merito.

Autore

Sono scrittore e articolista. Appassionato di criptovalute fin dal 2015, mi piace informarmi su tutto ciò che riguarda questo incredibile mondo.

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