Caso FTX: Ryan Salame aveva avvertito le autorità bahamensi

In breve

  • Ryan Salame, ex co-CEO di FTX aveva avvertito la SCB di possibili frodi
  • Scambio di e-mail tra SBF e il procuratore generale Pinder
  • Alameda Research ricevette diversi fondi da parte di FTX

Ryan Salame aveva avvertito la SCB

Ora che Sam Bankman-Fried, ex-CEO di FTX, è stato tratto in arresto le dichiarazioni in merito al crollo di quello che era considerato uno dei migliori exchange crypto stanno venendo lentamente a galla.

L’ultimo a parlare in merito al crollo di FTX è stato l’ex co-CEO Ryan Salame, che fino ad ora non aveva mai detto una sola parola dal giorno del collasso.

Ma negli ultimi giorni l’alto dirigente del ramo FTX bahamense ha dichiarato che il 9 novembre, appena due giorni prima che l’exchange finisse in rovina, aveva avvertito le autorità regolatrici delle Bahamas delle irregolarità e delle potenziali frodi che si stavano perpetrando.

Nella giornata di ieri Salame ha depositato una serie di documenti al tribunale delle Bahamas dove viene riportato come la Securities Commission of Bahamas (SCB) era stata avvertita proprio il 9 novembre che FTX stava inviando dei fondi ad Alameda Research.

Salame all’interno del documento, reso pubblico dal “Financial Times”, ha spiegato che i fondi inviati da FTX

dovevano coprire le perdite finanziarie di Alameda

ma questi trasferimenti

non sono stati autorizzati dai clienti”.

In quel frangente il direttore esecutivo della SCB, Christina Rolle, si è vista costretta a contattare il commissario della polizia delle Bahamas al fine di richiedere un’indagine in quanto le informazioni che erano state inviate da Ryan Salame potevano

costituire appropriazione indebita, furto, frode o altri crimini”.

Le mail tra SBF, Rolle e Pinder

Ma i documenti di Salame non si fermano a questa soffiata, infatti la documentazione contiene anche una serie di scambi di e-mail tra Sam Bankman-Fried, la Rolle e il procuratore generale Ryan Pinder.

La notte del 9 novembre in una mail di SBF inviata a Pinder si scopre che l’ex-CEO di FTX si è scusato per “le risposte tardive ai messaggi precedenti”, ma questo dipendeva esclusivamente dalla “settimana frenetica” che aveva avuto.

All’interno della mail SBF spiega che il suo exchange aveva dei fondi secretati per tutti i clienti bahamensi, inoltre aggiungeva che

saremmo più che felici di aprire i prelievi per tutti i clienti delle Bahamas su FTX”.

In quella stessa mail si legge in copia il nome del padre di Bankman-Fried, ovvero Joseph Bankman. Quindi sembra impossibile dichiarare che non fosse a conoscenza di quanto stava accadendo.

Inoltre nella stessa documentazione Salame ha spiegato come solo tre persone potevano avere accesso ai beni che poi hanno trasferito, ovvero Bankman-Fried, il co-fondatore di FTX Gary Wang e l’ingegnere esecutivo Nishan Singh.

Il ruolo di Alameda nel crollo di FTX

Nel frattempo le dichiarazioni continuano ad andare avanti, in particolar modo la testimonianza del neo-CEO di FTX, John Ray III, che ha dichiarato come parte dei miliardi di dollari scomparsi nel nulla potrebbero essere finiti nelle casse di Alameda Research.

Sempre per quanto riguarda Alameda, alcune speculazioni affermano che Caroline Ellison potrebbe aver stretto un accordo con le autorità statunitensi dopo il crollo di FTX.

Queste indiscrezioni sono uscite allo scoperto il 4 dicembre quando la Ellison è stata avvistata in un bar di New York nei pressi dell’ufficio del procuratore.

Fino a questo momento, però, l’unico imputato rimane SBF che è stato accusato, tra le altre cose, di riciclaggio di denaro e frode telematica.

Autore

Sono scrittore e articolista. Appassionato di criptovalute fin dal 2015, mi piace informarmi su tutto ciò che riguarda questo incredibile mondo.

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