Da Amazon a Goldman Sachs: tutti i creditori di FTX

In breve

  • I legali di FTX depositano i nominativi dei creditori dell’exchange
  • Società mediatiche, banche e governi nell’elenco dei creditori
  • FTX deve denaro anche ad alberghi e servizi di delivery

Depositato l’elenco dei creditori di FTX

I procedimenti giudiziari che vedono coinvolto l’exchange FTX per la sua bancarotta dichiarata nel novembre dello scorso anno, sono in pieno svolgimento e sembra che nel corso di quest’anno l’intero castello di carte verrà smantellato pezzo per pezzo.

Nella giornata di ieri gli avvocati di FTX hanno depositato presso il tribunale del Delaware la matrice dei creditori.

Si tratta di un documento davvero imponente costituito da 115 pagine riportanti i nomi di tutti i creditori dell’azienda elencati in ordine alfabetico.

La visione di tale documento, possibile a chiunque, fa comprendere l’impressionante rete intessuta da SBF e dai suoi dipendenti.

I nominativi presenti nell’elenco riguardano alberghi, banche, enti benefici, società di crypto e persino agenzie governative statunitensi.

Nell’elenco figurano circa 9,6 milioni di utenti privati i cui nomi sono stati oscurati su ordine del tribunale.

Da Google a JP Morgan: i tentacoli di FTX

Sono davvero molte le aziende e società con nomi altisonanti che figurano nell’elenco depositato dai legali di FTX: Google, Meta, Netflix, Amazon, Apple. E si tratta solamente di una piccolissima parte.

Tra i creditori figurano anche nomi di media finanziari come Bloomberg, Coindesk, The Wall Street Journal, che da novembre in poi sono stati tra coloro che hanno contribuito a mettere nero su bianco e a rendere pubblico quanto stava accadendo nell’universo FTX.

Eppure tra i creditori non ci sono solamente grandi e conosciute società, ma anche aziende locali, piccole e del tutto sconosciute, come ad esempio un’azienda di disinfestazione con sede alle Bahamas e persino un garden center.

Infine il documento mette in rilievo come i tentacoli di FTX abbiano toccato anche le aziende governative non solo negli Stati Uniti, ma un po’ in tutto il mondo.

FTX deve denaro al Dipartimento delle finanze di Abu Dhabi, al Ministero delle Finanze delle Bahamas, al Governo delle Isole Vergini, ma anche alla Japan Financial Services Agency e all’Autorità Monetaria di Hong Kong.

Altri nomi importanti figuranti all’interno dell’elenco redatto dai legali di FTX sono quelli di importanti banche come JP Morgan, Goldman Sachs e la Bank of Cyprus.

Questi nomi danno un’idea molto chiara del potere di FTX e di come abbia avuto la capacità di circuire anche importanti realtà non certo accessibili a chiunque.

Anche hotel di lusso e servizi di delivery tra i creditori

Nelle ultime settimane i quotidiani hanno reso note le folli spese a cui si dedicava FTX, quindi non risulta poi così strano che tra i creditori ci siano hotel di lusso, come il Grand Hyatt, e servizi di delivery, come Uber Eats.

E dato che Amazon non consegna alle Bahamas SBF aveva pensato bene di usare servizi di consegna con società di jet privati e non sorprende affatto che tra i creditori ci sia l’Apollo Jets.

Insomma con la consegna di questo elenco è stato assestato un altro colpo al muro di bugie costruito da SBF e dai suoi dipendenti.

Autore

Sono scrittore e articolista. Appassionato di criptovalute fin dal 2015, mi piace informarmi su tutto ciò che riguarda questo incredibile mondo.

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